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“INTESTINO NOSTRO SECONDO CERVELLO?…Parliamone”

Sabato 28 ottobre, presso il Centro Servizi Formativi “Stimmatini” di Verona, si è svolta un’importante iniziativa informativa e formativa proposta dall’Associazione Unione Parkinsoniani di Verona

 
La Dottoressa Laura Bertolasi - Neurologa, Dirigente medico presso l’Ospedale di Borgo Roma e Docente Universitaria ha svolto una innovativa relazione sul tema: Intestino: genesi e progressione della malattia di Parkinson”
La malattia di Parkinson, malattia degenerativa tuttora a causa sconosciuta, prevede senza dubbio l’accumulo di una proteina anomala, l’alfa sinucleina, a livello delle cellule nervose, i neuroni, specialmente in specifiche aree del sistema nervoso centrale.
Da alcuni anni la comunità scientifica si è molto interessata del fatto che questa proteina anomala si accumula anche in cellule nervose al di fuori del sistema nervoso centrale, in particolare nei neuroni presenti nella parete intestinale talvolta anche prima delle manifestazioni cliniche della malattia.
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Da qui sono partiti molti studi e, sulla base della patogenesi di altre malattie, anche sulla scorta del fatto che l’intestino sembra essere un organo crucialmente coinvolto nella malattia, sono state rilevate delle consistenti alterazioni nella composizione del MIIOCROBIOTA (corrispondente a quello che un tempo veniva definito flora batterica intestinale) dell’intestino dei pazienti affetti da Malattia di Parkinson.
Se considerare questo fatto la causa o la conseguenza della malattia rimane un quesito ancora privo di risposta certa ma sicuramente esiste una CORRELAZIONE tra le due parti.
Come per patologie differenti l’ipotesi diagnostica è una conseguenza: i microrganismi patogeni presenti e in un certo senso prevalenti a livello intestinale producono un danno importante della mucosa intestinale associato ad alterazioni delle difese immunitarie (o l’azione di sostanze tossiche) e con la complicità dell’infiammazione.
Questi fenomeni fanno si che la proteina anomala, alfa sinucleina, si accumuli a livello delle cellule neuronali intestinali.
La propagazione dal sistema nervoso enterico al sistema nervoso centrale avviene attraverso i punti di contatto dei due compartimenti nervosi (probabilmente il nervo vago) e, in questo modo, la malattia è conclamata.
L’aspetto veramente innovativo di questo punto di vista è l’apertura a nuove possibili terapie per la Malattia di Parkinson che passano attraverso l’alimentazione e la modificazione della flora batterica del tubo digerente.

La malattia è un impedimento per il corpo, ma non necessariamente per la volontà.

Epitteto

La dottoressa nutrizionista Maria Rosaria Santoriello ha presentato soluzioni pratiche di cucina per la preparazione dei cibi adatti ai malati di Parkinson con particolare riferimento sia a favorire l’assorbimento ottimale della Levodopa (dopamina artificiale) nell’intestino, sia per favorire l’equilibrio ed una combinazione ottimale degli apporti alimentari tenuto conto che normalmente la malattia induce molteplici e soggettive patologie nelle persone che ne soffrono.

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